Una nuova borsa “Torno subito!” all’ISEM di Roma

Il nuovo collaboratore “Torno subito!” dell’Isem si chiama Michele Scarpati. Ha cominciato ad occuparsi di questioni di Storia della Filosofia Araba e Pensiero Arabo-Islamico contemporaneo alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza, da dove è uscito con una tesi di laurea magistrale dal titolo: “Per una ermeneutica filosofica del testo sacro. La questione dell’esegesi coranica in Arkoun e Averroè”.

Dopo la laurea è partito alla volta della Francia, per la prima parte del suo progetto “Torno subito!” e, nei nove mesi trascorsi all’Université d’Aix-Marseille, ha svolto attività di ricerca e formazione in lingua e cultura araba, sotto la direzione del Prof. Philippe Cassuto, in co-tutela con l’IREMAM (Institut de Recherche et d’ètudes sur le Monde Arabe et Musulman), istituto afferente al Conseil National de la Recherche Scientifique (CNRS).

Dal 4 luglio ha preso servizio all’ISEM dove sta svolgendo uno stage di ricerca sul ri-pensamento dello spazio mediterraneo nella prospettiva del grande islamologo algerino Mohammed Arkoun.

Lasciamo a lui la parola per la descrizione della sua ricerca.

“Il progetto, diretto dalla Dott.ssa Anna Maria Oliva, vuole proporre una riflessione inedita sullo spazio mediterraneo nonché una ri-cognizione del vocabolario della rappresentazione di questo spazio. Un mare che ha visto la nascita e il decadimento di antiche civiltà (Egizia, Fenicia, Greca, Romana, ecc…) – luogo di convergenza delle tre religioni del libro (Ebraismo, Cristianesimo, Islam) – chiuso “dogmaticamente” nel corso della storia entro i limiti categorici imposti da una Weltanschauung Occidentale, di matrice colonialista.

L’obiettivo che si pone questa ricerca è di ri-pensare il Mediterraneo ri-calibrando lo sguardo attraverso un diverso osservatorio, quello arabo; operazione questa necessaria per interrompere tutte quelle azioni di marginalizzazione che non tengono conto del contributo arabo-islamico alla cultura mediterranea, attraverso quel processo di scambi e migrazione delle idee che è stato fondamentale allo sviluppo stesso del pensiero europeo. Si tratta di intraprendere una via lunga, procedendo “heideggerianamente” per sentieri interrotti (holzwege) – consapevoli del punto di arrivo – cercando di acquisire, lungo il cammino, una conoscenza delle limitazioni e dei limiti.

Sarà compiuto un lavoro  filologico sulle principali opere del pensatore algerino M. Arkoun, per far emergere un’inedita prospettiva mediterranea. L’indagine storico-filosofica – condotta nell’ambito di una dialettica aperta all’interdisciplinarità – mostrerà nuove possibilità per un dialogo interculturale e interreligioso. Infatti, molti dei principali pensatori arabi contemporanei, non solo Arkoun, rivendicano l’urgenza di ricollocare il mondo arabo-islamico all’interno di una cultura mediterranea e più in generale all’interno di una cultura globale, in un rapporto di reciproca inclusione tra Oriente e Occidente, senza dimenticare i punti in comune e le divergenze.”

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