Tor Marancia tra memoria e innovazione: seminario al CNR

Nell’ambito delle iniziative per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, il 13 dicembre scorso, nella sala Bisogno del CNR, si è svolto il seminario Tor Marancia tra memoria e innovazione: un percorso di valorizzazione territoriale. Un incontro per la presentazione di un progetto di studio e di ricerca sulla storia della torre e della tenuta di Tor Marancia, finalizzato alla costruzione di un portale multimediale interattivo aperto alla comunità che partecipa alla sua implementazione; funzione del portale sarà la valorizzazione della Torre in quanto bene culturale e strumento di recupero delle istanze identitarie e culturali del quartiere.

L’incontro è stato introdotto da Marcello Verga che ha ricordato come il progetto ISEM-CNR delle torri costiere della Regione Sardegna, costituisca un precedente di fondamentale importanza per affrontare il lavoro sulla Torre di Tor Marancia. Il direttore ha altresì espresso soddisfazione per la partnership costituita per l’occasione, che unisce le risorse scientifiche con le realtà attive sul territorio di riferimento.

Nella relazione Tor Marancia: storia e identità. Un progetto per il riuso di un bene comune, Luisa Spagnoli ha ripercorso la genesi del progetto partendo dalla destrutturazione del contesto spaziale derivato dal processo di urbanizzazione che ha investito Roma nel secondo dopoguerra, causando, in molte circostanze, una perdita di senso del luogo e delle sue peculiari specificità. Di qui la necessità della riqualificazione e rigenerazione degli spazi urbani che, a fronte della loro condizione periferica, assumono una rilevanza strategica nel sistema metropolitano. Numerose tracce storiche, “iconemi” paesaggistici in parte sono ancora “inscritti” nella “biografia” territoriale, anche se spesso non facilmente rintracciabili, possono divenire punti di forza cui ricorrere per riconoscere nel territorio le energie sociali, culturali, economiche. Tale è il pensiero che ha portato all’ideazione del progetto presentato in questo seminario.

Nel suo intervento Tor Marancia prima di Tor Marancia. Una torre e il suo territorio tra XIV e XVI secolo, Anna Maria Oliva ha raccontato, attraverso i documenti d’archivio, le origini storiche della Torre e del contesto in cui è inserita. La Torre è collocata in un paesaggio che nel corso dei secoli è mutato e si è evoluto dal punto di vista strutturale e funzionale: da territorio finemente cesellato, articolato principalmente in torri, casali, castelli e, in misura minore, in ville e burgi, caratteristico del XII e XIII secolo, si è modificato, alla fine del XIV secolo, in una realtà popolata da numerose unità fondiarie: prima i “casali”, successivamente le “tenute” tipiche dell’età moderna.

Alessandro Laruffa ha focalizzato il suo lavoro Dall’Agro Romano alle borgate ufficiali: il caso di Tor Marancia, sullo lo stretto rapporto della città con gli insediamenti spontanei, successivamente divenute borgate ufficiali, a partire dalla proclamazione di Roma Capitale d’Italia. Tor Marancia nasce nel 1933 dalle intenzioni di una politica urbanistica fascista orientata a organizzare lo spazio suburbano come luogo destinato ad accogliere una popolazione di sfollati e immigrati respinta dalla città consolidata. A partire dagli anni Cinquanta, la borgata ai margini della città si è trasformata in quartiere caratterizzato prevalentemente da insediamenti di edilizia popolare.

Rosalba Mengoni, con Dalla Torre di Tor Marancia al quartiere: simbolo di un’identità territoriale?, ha analizzato il rapporto della Torre con il territorio dagli anni ‘60 del Novecento ad oggi. L’intervento ha preso in considerazione diverse immagini della torre nel corso del ‘900, spesso contrastanti con la documentazione di confronto, che indicano attività di restauro della stessa di cui non sono ancora state reperite prove documentali; ha poi sottolineato come il contrasto ad uno sviluppo urbanistico incontrollato del quartiere abbia contribuito a creare l’identità e il senso di appartenenza di parte della comunità locale. Il quartiere è venuto alla ribalta negli ultimi anni grazie al progetto “Big City Life”, i murales che compongono il “Museo all’aperto” di Tor Marancia e che, grazie al lavoro dei comitati locali e degli scolari del quartiere, sono stati legati alla Torre attraverso la realizzazione di murales sull’entrata del parco che la ospita.

Nella relazionedi Arturo Gallia, Gli strumenti digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale. Idee per un geoportale di Tor Marancia, sono stati chiariti alcuni dettagli tecnici del progetto. Facendo ricorso ad esempi, ha mostrato i livelli e le interazioni permessi dalla realizzazione di un geoportale, quindi non un semplice sito, ma un punto di raccolta che, oltre che a favorire l’accesso e la partecipazione degli utenti, permette anche, in prospettiva futura, la creazione di una rete virtuale che metta in collegamento le altre torri della Campagna Romana, visibili e non visibili, su cartografia appositamente realizzata in ambiente GIS. Su questi presupposti la Torre, da elemento di strutturazione del territorio, può divenire un dispositivo contemporaneo di interazione tra l’utente/fruitore della realtà digitale e la comunità locale.

Valeria Sambucini, nel suo intervento Ricostruzioni virtuali del passato. Il progetto della Torre di Chia: un modello per Tor Marancia, ha presentato il progetto già sviluppato per la Torre sarda, che prevede un’applicazione per l’esplorazione virtuale degli interni. Nel caso della Torre di Tor Marancia si tratterebbe di un progetto volto all’esplorazione virtuale dell’interno ricostruito della Torre, il rilievo dell’esterno e la ricostruzione del casolare che, nei primi decenni del ‘900, si addossava alla Torre.

I lavori si sono conclusi con la presentazione, da parte di Eleonora Coderoni, Presidente dell’Associazione di promozione sociale Parco della Torre di Tormarancia,  del lavoro svolto dalla rete di associazioni e comitati, che copre non soltanto il territorio che prende il nome dalla Torre, ma tutta la Zona Urbanistica, e i suoi collegamenti con gli altri quartieri. Al termine ha ringraziato l’ISEM per aver coinvolto l’Associazione nel progetto e, soprattutto, per non aver calato “dall’alto” la valorizzazione dell’area ma di aver ritenuto la partecipazione del territorio una condizione indispensabile per la buona riuscita dello stesso.

L’audiovideo con il seminario completo si trova su  youtube

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