Il processo ad Artemisia del fu Innocenzo Micheletti, l’uxoricida di Fontana di Trevi

Nell’ambito del ciclo di appuntamenti sulle “Storie romane e del Rinascimento” 2017/2018, realizzati da Roma nel Rinascimento e dalla Fondazione Marco Besso, Cristina Vasta tratterà il tema della violenza interpersonale nella prima età moderna. L’incontro cercherà di definire una linea più chiara riguardo al ruolo svolto dalle donne in quel periodo, che le vede spesso collocate marginalmente, rappresentate molto spesso come vittime della violenza maschile. Se si guarda, invece, attentamente alla documentazione processuale, si può delineare una figura femminile diversa, una protagonista, che porta a riconsiderare il quadro complessivo di separazione tra uomini e donne.

Il caso scelto per questa riflessione è il processo tenutosi nei confronti di “Artemisia, l’uxoricida di Fontana di Trevi”, assassina del marito accoltellato a morte nella loro abitazione di Fontana di Trevi. L’obiettivo è fornire delle risposte agli interrogativi relativi al rapporto tra donne e la violenza nella Roma del Rinascimento. In particolar modo si cercherà di dare risposte a tre quesiti: come venivano considerate dalla comunità le donne che commettevano atti violenti? Le donne processate per reati di matrice violenta furono mosse solo da impulsi passionali oppure c’erano anche moventi diversi? Che tipo di armi utilizzavano?

Attraverso questo incontro si tenterà di mostrare come anche le donne, in un periodo in cui il contesto sociale era di stampo patriarcale, ricorressero all’uso della violenza per negoziare, difendere e rivendicare la propria identità sociale.

L’appuntamento, dunque, è per martedì 19 dicembre, ore 17:00, presso la sede della Fondazione Marco Besso, L. go di Torre Argentina 11.

 

Giulia Trombetta 

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