Plurilinguismo e migrazioni – la nuova collana CNR Edizioni

La lingua, un ponte tra culture per rafforzare comunicazione e identità individuali e collettive

Il 5 giugno 2019 nella splendida cornice del MACRO Asilo di via Nizza a Roma, la Stanza delle parole ha ospitato la presentazione di: Plurilinguismo e migrazioni, la nuova collana CNR Edizioni dedicata agli studi sui linguaggi in relazione alla mobilità delle persone, delle idee, delle culture a cura di Maria Eugenia Cadeddu e Cristina Marras (CNR-ILIESI). Il Progetto di ricerca interdisciplinare dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee propone una lettura di temi legati alla comunicazione e l’identità attraverso i tempi e la diversità dei luoghi.

Tra letture di brani, tratti dalle Lettere dal Carcere di Antonio Gramsci, e da La Malinconia del Traduttore di Franco Nasi, l’incontro è servito come momento di riflessione per ripercorrere l’evoluzione linguistica nelle sue diverse manifestazioni: lingua ambientale, culturale, religiosa, e lingua che accomuna persone aventi stili di vita simili. I relatori hanno affrontato il tema della lingua che apre orizzonti con connotati identitari, ripercorrendo aspetti anche di vita familiare e del quotidiano. Gli elementi linguistici sono stati traslati in ricordi di infanzia, attraverso le memorie indelebili della lingua parlata in strada e in famiglia. Esempi concreti di idiomi sono stati offerti quale testimonianza di lingue che uniscono e dividono come la dicotomia tra catalano e castigliano che porta a definire un’identità personale diversa da quella nazionale.

Lo sguardo si è spostato al fenomeno migratorio, e in particolare a quello di minoranze linguistiche all’interno degli Stati, in una lezione di pluralismo linguistico vissuto in positivo quale emblema di una diversità culturale da salvaguardare e di una civiltà moderna che si arricchisce di nuovi saperi.

La nuova collana dell’Istituto ILIESI si ispira proprio a questa diversità, a promuovere e utilizzare il pluralismo come “fattore di comunità” per un migliore inserimento degli immigrati e come sostanza di continuità nei confronti della cultura di appartenenza. Il rapporto di forza è nella società che riceve (Bonifazi), la quale deve sapere utilizzare in positivo il plurilinguismo generato dall’immigrazione che va pertanto proposto non in senso ideologico ma come opportunità, in una moderna visione tra cittadinanza e pluralità.

L’incontro si è chiuso in modo originale e innovativo attraverso una visita nei locali del MACRO e con la sorprendente apertura di un cassetto allestito in uno spazio museale, con all’interno riposte diverse schede con parole espresse in lingua italiana, a beneficio del pubblico che poteva semplicemente leggerle oppure scrivere sui cartoncini, condividendo le parole in una pluralità di lingue.

 

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