Pablo Picasso “la magia e la seduzione del Mediterraneo”

Grande bagnante con libro (Grande baigneuse au livre) 18 febbraio 1937

Non furono solo la magia del Mediterraneo e il rosso degli affreschi di Pompei, ma anche Roma e Napoli accesero la fantasia in Pablo Picasso che nel 1917, durante il suo soggiorno italiano, sperimentò e assaporò gli stili artistici più disparati tra loro: dall’antico al Rinascimento, al Barocco e al Neoclassico, così da vivere un’esperienza culturale globale “diversa”. L’Italia è stata, per un certo momento, un punto di riferimento per l’artista malagueño nella sua ricerca dell’arte primitiva, definibile, in qualche modo, barbarica. A quasi cento anni dal suo viaggio a Roma, la città eterna vuole rendergli omaggio con una mostra, (Scuderie del Quirinale 22/09/2017 – 21/01/2018) in cui si ripercorrono i principali momenti artistici vissuti da Picasso durante il suo soggiorno. Questo profondo legame che l’artista ha con l’Italia e con il Mediterraneo viene sottolineato anche dalla mostra “Picasso sulla Spiaggia” (Venezia 28/08/2017 – 07/01/2018) con tre dipinti, dieci disegni e una scultura realizzati da Pablo Picasso tra febbraio e dicembre del 1937. Qui, il curatore mette in luce i nessi della pittura di Picasso con il Mediterraneo: un rapporto costante con il Mare Nostrum connota tutto il percorso di Picasso cominciato a Malaga in Spagna e proseguito con la vita in Francia. La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, è nata dalla collaborazione con il Musée Picasso Parigi e si snoda attorno ai tre dipinti principali che rivelano il rapporto del pittore con il mare: Femme assise sur la plage, La Baignade, Grande baigneuse au livre, realizzati nell’arco temporale di pochi giorni, dal 6 al 18 febbraio 1937.

I quadri sprigionano un’inquietudine nella metamorfosi della forma con la colossalità della figura femminile, osservata nei diversi aspetti plastici. In queste opere Picasso ritrova la sua vena scultorea che viene trasferita nella pittura e nel disegno; una cromia essenziale che mette a nudo l’anima delle protagoniste, le bagnanti,  consentendo all’osservatore di percepirne  il silenzio e l’intimità.
Uno dei tratti meritevoli della mostra è stato l’aver riunito per la prima volta i tre dipinti dell’autore, appartenuti nel tempo a collezionisti diversi. L’altro è l’aver dimostrato come possano esistere ancora zone d’ombra anche nella vita e nella carriera di un artista ormai “storicizzato”: puntando la luce su queste ombre possono emergere sfaccettature che ci permettono di arricchire la nostra conoscenza del pensiero che sottende un’opera d’arte.

L’esibizione veneziana sarà accompagnata da una pubblicazione in doppia lingua, italiano e inglese, corredata dal saggio redatto dal curatore che sottolinea il ricorrente legame di Picasso con la spiaggia, il mare e il suo viscerale rapporto con il Mediterraneo. 

 

                                                                                                                                                        Giulia Trombetta

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