Lo Sviluppo Sostenibile: un’opportunità per Imprese, Finanza e Istituzioni

Mercoledì 20 Settembre 2017, presso il Palazzo De Carolis, sede della Banca Unicredit, si è tenuto il forum sulla sostenibilità dal titolo “Lo sviluppo sostenibile: un’opportunità per Imprese Finanza e Istituzioni” con l’obiettivo di istaurare un confronto sulle iniziative da assumere a livello territoriale e nazionale per promuovere in modo concreto modelli di business orientati a raggiungere una sostenibilità ambientale, sociale e economica. Erano presenti diversi esponenti del mondo della finanzia, delle imprese e del governo centrale e regionale.I lavori sono stati introdotti dall’Amm.re Delegato del gruppo Unicredit, J.P. Mustier il quale ha illustrato i progressi e i risultati ottenuti in termini di sostenibilità illustrando alla platea, gli investimenti fatti in termini di sostenibilità per raggiungere, nel miglior modo possibile, alcuni dei 17 SDGs (Sustainable Development Goals) entro il 2030. Gli obiettivi, sopracitati, sono stati sottoscritti il 25 settembre 2015, da 194 paesi facenti parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al fine di dar vita ad un’azione universale per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire a tutti equità, pace e prosperità. Gli SDGs sono composti da 17 obiettivi, 92 paragrafi e 164 targets. Dopo aver augurato a tutti una buona giornata, l’Amm.re Delegato Unicredit ha passato il testimone a E, Giovannini, portavoce ASvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e Presidente ADB Territoriale UniCredit Centro, il quale ha portato alla luce di tutti i partecipanti, la posizione dell’Italia riguardo alle tematiche di sostenibilità e degli impegni sottoscritti dalla nostra nazione per migliorare ciò che si è già fatto. I grafici mostrati da Giovannini, infatti, hanno sottolineato quanto ancora l’Italia deve fare in termini di protezione, uguaglianza e prosperità. Successivamente è intervenuto C. De Vincenti, Ministro per la Coesione territoriale ed il Mezzogiorno, il quale ha illustrato i progetti attivati dal governo in termini di sostenibilità, ponendo l’accento sulle difficili situazioni di alcune aree del Mezzogiorno in cui c’è urgenza non solo di intervenire miratamente, ma anche di investire concretamente.

Dopo una brevissima pausa, hanno preso la parola Lavinia Biagiotti, presidente Biagiotti Group e G. Malagò presidente CONI. Entrambi hanno illustrato i diversi piani di lavoro intrapresi nei settori della moda e dello sport, per far sì che entrambi i settori diventino più sostenibili. Il primo a prendere la parola è stato Malagò, il quale ha descritto i passi compiuti dal CONI per essere più sostenibile e più rispettoso alle esigenze del territorio, delle persone e delle tradizioni. In seguito, ha parlato Lavinia Biagiotti che ha raccontato, esaustivamente, l’operato e gli investimenti della casa di moda nel territorio laziale affinché la creazione, lo sviluppo e infine la loro produzione rimanessero locali, così da rafforzare il legame con il territorio. Entrambi hanno sottolineato la necessità di sviluppare una rete di investimenti mirata e concreta che aiuti le imprese a migliorare sé stesse e il territorio in cui operano.

Il forum si è concluso con una tavola rotonda composta dai rappresentanti di Unindustria, Unioncamere Lazio, Confagricultura e Confcommercio. Da questo confronto a quattro è emersa la forte necessità dell’Italia di premere il piede sull’acceleratore della sostenibilità, degli investimenti, di abbattere le barriere che rendono, spesso, impossibile l’accesso ai fondi, di snellire l’apparato burocratico e sviluppare canali specializzati che possano agire concretamente. Da questo forum, dunque, è risultato un quadro dell’Italia a due leve: da una parte la propensione degli industriali e dei banchieri di cambiare rotta e comportamenti, virando verso una dimensione sempre più attenta all’uomo, all’ambiente e all’economia stessa. Dall’altra, invece, si trova il freno simbolico di un’Italia ancora ancorata a vecchie visioni, che tenta di uscire da una burocrazia soffocante che rallenta lo sviluppo dell’economia, aumentando situazioni di criticità sociale e ambientale. L’auguro di tutti noi, è che l’Italia riesca, in qualche modo, a intraprendere una strada più veloce, più attenta alle situazioni sociali e ambientali del paese cambiando la rotta che da troppo tempo tiene fermo il Paese.

 

                                                                                                                                    Giulia Trombetta

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