Le Torri Multimediali della Sardegna: un modello di sviluppo tecnologico e turistico.

Le borsiste dell’ISEM CNR di Roma, Giulia Trombetta (Sviluppo Turismo Sostenibile) e Valeria Sambucini (Sistemi Digitali e Interattivi per i Beni Culturali), il 23 e il 24 gennaio sono state in missione all’ISEM di Cagliari, per visionare i primi risultati del progetto “Le Torri Multimediali della Sardegna” e valutare con i colleghi Maria Grazia Mele, Giovanni Serreli e Gigi Serra, i possibili sviluppi di quella ricerca, che mira a realizzare una rete multimediale di tutte le torri di avvistamento costiere presenti in Sardegna. Il sistema delle torri di avvistamento costiere fu costruito, per difendere il territorio dalle incursioni corsare, islamiche e barbaresche. Queste costruzioni permettevano di avvistare le navi nemiche e allertare la popolazione in caso di pericolo, di notte mediante l’accensione di fuochi e di giorno con i segnali di fumo. Le torri coinvolte nel progetto ISEM sino ad oggi, sono la Torre di Chia (comune di Domus de Maria), che è già stata allestita in modo multimediale e la Torre dei 10 Cavalli (comune di Muravera). Lo scopo principale della visita è stato quello di vedere dal vivo la torre multimediale di Chia e quella dei 10 Cavalli, oggetto di un progetto in corso al quale Giulia Trombetta e Valeria Sambucini potranno collaborare, ciascuna per le proprie competenze. Ma il sopralluogo ha fornito, soprattutto, l’opportunità di un confronto tra le borsiste e i colleghi di Cagliari, sulle tematiche del turismo sostenibile, volte ad una gestione più controllata del turismo stagionale e all’evoluzione dei sistemi di digitalizzazioni dei beni culturali e ambientali: sistemi utili per ricreare parte del perduto, così da realizzare un vero e proprio viaggio multimediale all’interno delle torri. I due profili, turismo e multimedialità, anche se provengono da due aree scientifiche diverse, sono interconnessi tra loro, perché entrambi rispondono ad una crescente necessità di recupero, rispetto e salvaguardia dei beni culturali, naturali e delle tradizioni sociali.

Torre dei 10 Cavalli

La giornata del 23 gennaio è stata interamente dedicata allo studio della Torre dei 10 Cavalli, così definita perché sotto l’edificio era situato un alloggiamento per dieci cavalli. La torre oggetto di studio possiede delle peculiarità nel contesto delle torri di avvistamento costiero: infatti non si trova sulla costa ma all’interno, all’altezza della marina di San Giovanni, lungo uno dei canali del Flumendosa presso il comune di Muravera. Inoltre aveva anche la funzione di via di ingresso ai paesi del Sarrabus, tanto che gli spagnoli la chiamarono Torre de la Puerta. La visita ha reso possibile sia un’analisi ambientale – territoriale, sia la possibilità di conoscere più da vicino le politiche turistiche messe in atto, fino ad ora, dall’amministrazione comunale. Dal punto di vista della realizzazione multimediale, il progetto in itinere prevede l’installazione di totem informativi, video tridimensionali realizzati attraverso l’impiego di droni, le cui riprese saranno, poi, la base per la realizzazione di un modello tridimensionale della stessa. Dal punto di vista turistico, invece, il progetto prevede un’analisi dettagliata dei turisti, delle strutture ricettive e dei servizi offerti, al fine di realizzare un’azione programmatica e duratura della gestione sostenibile del turismo, cercando di formulare le basi per la destagionalizzazione. Entrambe le ricerche, multimediale e turistica, vertono sulla necessità di mettere in campo un’azione pratica che tuteli, preservi e promuova la Torre dei 10 Cavalli e l’area circostante.

 

Torre di Chia

La giornata successiva è stata dedicata totalmente alla visita e allo studio della Torre di Chia, nel comune di Domus de Maria. La torre, che sorge sui resti archeologici della città fenicio punica di Bithia, ora oggetto di scavo archeologico, ha rappresentato il primo esempio di installazione multimediale realizzata in collaborazione tra la Regione Autonoma della Sardegna – Conservatoria delle Coste, l’ISEM CNR e il Comune di Domus de Maria.   L’installazione, collocata all’interno, ripropone le tappe della storia della torre: dalla sua formazione al suo utilizzo, fine alla sua dismissione. Attraverso le immagini riprodotte è possibile effettuare un viaggio storico – archeologico, per conoscere il perché e il percome del sistema torri e ripercorrere un frammento di storia ormai lontana. Aver potuto vedere direttamente e toccare con mano come le installazioni siano state realizzate, ha permesso ad entrambe le borsiste di elaborare delle proposte pratiche di sviluppo e miglioramento per il sito in questione, non solo estendendo l’offerta della multimedialità attraverso l’ampliamento della proposta presente, ma anche realizzando una costruzione tridimensionale della torre replicabile anche in altre zone di interesse.  Gli accorgimenti innovativi hanno riguardato anche l’aspetto della fruibilità e accessibilità del sito da parte dei turisti, degli escursionisti e dei residenti che si recano a Chia non solo per il mare, ma anche per visitare la torre stessa e i reperti archeologi presenti.

Le potenzialità intrinseche e estrinseche offerte dalle due torri hanno suscitato, nelle due borsiste, una serie di riflessioni operative che, attraverso un’attenta e continua ricerca sia in loco sia in remoto, potrebbero offrire degli sviluppi concreti e positivi in un futuro prossimo, non solo dal punto di vista di studio, ma anche da quello pratico lavorativo.

Viste le potenzialità che le torri offrono, un esempio è rappresentato proprio dal progetto “Le Torri Multimediali della Sardegna”, si potrebbe dire che il ruolo delle torri di avvistamento non sia concluso, ha solo voltato il suo sguardo verso un nuovo orizzonte.

Giulia Trombetta

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