L’ARA COM’ERA: un viaggio emozionante nell’Ara Pacis

Viaggiare nel tempo e nella storia è uno dei desideri, ancora non realizzati, dell’essere umano. Il viaggio temporale, la possibilità di vedere con i propri occhi com’era il mondo cento, cinquecento anni fa, non smette mai di ispirare la letteratura, il cinema e le arti visive. Il “turismo temporale”, se così si può definire metaforicamente, non interessa soltanto gli appassionati di fantascienza, ma anche studiosi e amanti della storia e dell’archeologia, abituati a immaginare il passato e a cercare di ricostruirlo basandosi su reperti, frammenti e documenti.

Grazie alle nuove tecnologie, alle ricostruzioni tridimensionali e alla realtà aumentata, questo sogno diventa sempre più reale; anche se ancora resta lontano il trasporto diretto nel passato, queste tecnologie ci aiutano a riprodurre ambientazioni molto convincenti. La ricerca nel campo del Virtual Heritage, l’applicazione delle tecnologie digitali nel campo dei beni culturali, ha fatto negli ultimi anni passi da gigante arricchendo, con nuove esperienze per il visitatore, diversi monumenti non solo italiani: si tratta di strumenti di conoscenza e coinvolgimento del pubblico molto efficaci, soprattutto perché favoriscono un apprendimento di tipo sensoriale e-motorio, più immediato e naturale rispetto a quello mediato dalla scrittura o dalla spiegazione orale avvicinando.

Un esempio tangibile di uso intelligente degli strumenti tecnologici è rappresentato da L’Ara com’era, progetto nato nel 2016 offerto dal Museo dell’Ara Pacis di Roma e promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, la parte tecnica è stata realizzata da ETT Spa. L’Ara com’era, è un percorso in realtà aumentata e virtuale che i promotori definiscono archeoshow per le sue caratteristiche spettacolari, è l’altare dell’Ara Pacis, capolavoro dell’arte romana costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero. Il percorso si compone di 9 punti di interesse (POI) di cui due in realtà virtuale e sette in realtà aumentata. Lo spettatore inizia il suo viaggio immerso in una ripresa a 360 gradi del monumento nel suo stato attuale, per poi essere catapultato indietro nel tempo alla scoperta della colorazione originale dell’Ara, aiutato da una guida d’eccezione: l’Imperatore Augusto, interpretato da un attore in carne e ossa. Tutta l’area del Campo Marzio, accuratamente ricostruita in 3D, è esplorabile a volo d’uccello: il Pantheon, i Saepta Julia, il Mausoleo di Augusto e l’Acquedotto. Tornati a terra, si assiste alla messa in scena del rito sacrificale annuale celebrato da magistrati, sacerdoti e vergini vestali. Questa parte del percorso è stata realizzata combinando varie tecnologie: riprese cinematografiche dal vivo con attori davanti al green screen, ricostruzione dei luoghi in 3D e computer grafica.

Grazie all’ausilio di queste nuove tecnologie, la storia esce dai libri per dispiegarsi, in alta risoluzione, di fronte agli occhi dello spettatore, che può così usare tutti i sensi per approfondire le proprie conoscenze. La realtà aumentata, rappresenta un’alternativa coinvolgente ed efficace alle solite audioguide, perché il visitatore si sente parte di un evento, di un monumento e diventa uno spettatore partecipe della storia.

 

Giulia Trombetta

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