La Biblioteca nazionale centrale: il fiore all’occhiello della capitale

Studiare a Roma può diventare una bellissima avventura. Siamo stati ospiti per una mattina della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, una città nella città che raccoglie e custodisce le copie di ben 7 milioni di libri. 

 

Sono le ore 8.30: la Biblioteca Nazionale Centrale apre i suoi grandi cancelli di Viale Castro Pretorio, per lasciar entrare studenti universitari, maturandi, ricercatori e appassionati. All’ingresso notiamo il nuovo spazio espositivo in allestimento: Spazi900, in cui sono riprodotte le stanze dei più noti scrittori del 900 italiano. Un’area museale interattiva che permette di entrare nei luoghi dove sono nate le opere più belle della lettura italiana moderna.

Un piccolo bar ben curato ci accoglie per una ricca colazione. Il posto è molto luminoso e accogliente. 

Ci accoglie la dott.ssa Marina Tinto, collaboratrice della Biblioteca da numerosi anni, per raccontarci qualcosa in più.

«Nella Biblioteca Nazionale si può entrare tramite tessera, e per farla basta presentare un documento d’identità valido (solo i maggiorenni)». Con la tessera si può accedere ai seguenti servizi della Biblioteca:

  • wifi
  • prenotazione testi on-line
  • consultazione
  • prestito
  • fotocopie (a pagamento)

La tessera è totalmente gratuita. Il sistema al quale si può accedere è Ermes, dal quale si può giungere ai servizi sopra elencati. Qui il link.

Divisa per aree tematiche la Biblioteca presenta numerose postazioni di lettura e consultazione:

  1. Sala Manoscritti e rari e IsIAO (fondi di due biblioteche romane: Ismeo, Istuto Studi Orientali di via Merulana e Istituto Italo Africano);
  2. Sala AIB (Associazione Italiana Biblioteche);
  3. Sala per non vedenti; 
  4. Emeroteca;
  5. Sala collezioni speciali
  6. Centro nazionale per lo studio del manoscritto
  7. Sala linguistica e letteratura
  8. Fondo Falqui
  9. Sala Umanistica
  10. Sala scienze giuridiche e sociali
  11. Sala arte e archeologia
  12. Sala spettacolo
  13. Sala musica e multimediale
  14. Sala scienze pure e tecnologia
  15. Biblioteca Medica Statale

«La Biblioteca Nazionale si trova in un edificio moderno, nato nel 1975. In realtà sono tre edifici collegati tra loro: quello di uso pubblico dove sono presenti le varie sali fruibili da tutti i tesserati, da cui si accede (solo il personale) all’edificio degli uffici, una grande macchina che comprende tre piani di lavoro; il terzo edificio è un grande magazzino in cui sono presenti tanti altri libri (la Torre Libraria)».

«La nascita della raccolta di libri risale al 1876, all’indomani dell’Unità di Italia, per iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione, Ruggero Borghi, che volle creare un grande archivio della cultura nazionale. La sede originaria della Biblioteca era il Collegio Romano (dove ora c’è la sede del MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), la Biblioteca Major dei Padri Gesuiti rappresenta, infatti, il primo nucleo librario, che viene incrementato con volumi di altre sessantatre corporazioni religiose soppresse con l’Unità d’Italia». 

Il numero dei testi presente oggi è vertiginoso. Come arrivano alla Biblioteca nazionale?

«Le modalità di acquisizione dei testi sono tre: deposito legale, in base alla normativa, una copia di ogni volume e tesi di dottorato pubblicati in Italia sono inviate qui e all’altra Biblioteca Nazionale Centrale, quella di Firenze; acquisto per ottenere le opere della cultura straniera; e infine il dono, come avvenuto per alcuni fondi presenti nella Biblioteca».

«Il dono può provenire da un singolo che decide di regalare alla biblioteca i propri volumi, ma possono essere donate anche intere biblioteche. Un esempio è il fondo Falqui, che ha creato la sala Falqui; corollario della sala di Linguistica e Letteratura presente all’interno della Biblioteca, è dovuta al lascito testamentario da parte del noto critico letterario Enrico Falqui». 

«La spinta al miglioramento è ancora in atto: è stato avviato un processo di digitalizzazione dei giornali, che possono essere consultati dalle apposite postazioni nelle varie aule. Partendo dai microfilm si arriverà alle copie digitali».

«In ogni sala si trova un assistente che supporta la ricerca, al quale si possono chiedere informazioni e autorizzazioni per le fotocopie».

«In alcuni casi non è possibile effettuare la fotocopia: il volume può essere troppo antico o troppo grande, e si rischierebbe di usurarlo. L’alternativa proposta è la riproduzione digitale tramite apposite fotografie o microfilm, che richiede un processo più lungo». 

Un altro servizio interessante e accessibile a tutti è la visita guidata della biblioteca, organizzata da alcuni collaboratori.

 

Di Caterina Valletti

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