#iorestoacasa: Isem e il “lavoro agile” – 4

Benché non sia giunta inaspettata, la decisione di lasciare i dipendenti in regime di “lavoro agile” fino al 3 maggio è pesata alla maggior parte di noi italiani e italiane. Ma, senza dubbio, ne soffrono di più coloro che sono chiusi in casa sin da febbraio. Oggi Emilia del Giudice risponde alla domanda: “con quale spirito i dipendenti Isem affrontano lo smart working?“, raccontandoci come sta lavorando la sede Isem di Milano.

 

Vivere il Covid-19 a Milano

La mia realtà abitativa e di lavoro è Milano, una tra le città più colpite dal Covid-19. Ricordo che il venerdì pomeriggio avevo salutato i colleghi e mi ero avviata verso casa. La settimana di lavoro era stata come sempre piena di impegni e godevo di un passeggiata ristoratrice dopo ore passate al computer. La notizia della quarantena forzata è arrivata in città senza che nessuno ne avesse avuto la minima percezione. E così, da lunedì 24 febbraio, la vita per noi è cambiata: impotenti e vulnerabili ci siamo trovati bloccati nelle nostre dimore.

Ma non siamo fermi! Da quasi due mesi si lavora da remoto e le attività della sede milanese dell’ISEM – insieme ai colleghi Alessandra Cioppi, Patrizia Spinato e Michele Rabà – vanno avanti con molto entusiasmo e impegno, unitamente alle videoconferenze plurisettimanali, alle telefonate esplicative e agli approfondimenti di studio per le pubblicazioni future. Numerose tra l’altro le piattaforme online open source attraverso le quali possiamo accedere ai contenuti scientifici per approfondire idee e investigazioni già avviate.

Le manifestazioni programmate sono state rinviate o cancellate, ma la nostra rete di attività e di comunicazione è ampia e la pianificazione futura è fitta di eventi che congiuntamente prepariamo. Prosegue infatti la pubblicazione bimestrale del Notiziario di Milano, Dal Mediterraneo agli Oceani, con la stesura di segnalazioni di riviste, libri e articoli di approfondimento, il blog tematico  è in continuo aggiornamento così come le nostre pagine sui social network, sempre operose: Cnr Isem Milano,  Miguel de CervantesEl Inca Garcilaso,  Giuseppe Bellini .

Gli incontri virtuali con i colleghi cadenzano le settimane e alleviano un isolamento al quale nessuno di noi era abituato. Incontrarsi attraverso la telecamera del computer è, nonostante tutto, la dimostrazione che il gruppo vuole restare coeso e concentrato. Una diversa esperienza di lavoro che sta portando, in ogni caso, i suoi buoni frutti perché insegna non soltanto quanto sia importante l’uso di strumenti tecnologici ma anche quanto tali strumenti riescano ad accorciare le distanze tra le persone.

Tuttavia il distanziamento sociale è senza dubbio una nuova realtà con la quale dovremo convivere ancora per molto tempo e riuscire a lavorare in condizioni protette è un grande privilegio e una grande occasione. Il lavoro agile definito come «una modalità di esecuzione delle attività che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività» dimostra che si può operare in maniera innovativa mantenendo un’alta produttività con il conseguente bilanciamento tra vita privata e lavorativa.

La rapidità dello scorrere delle ore che accompagna molti di noi durante le ordinarie giornate di lavoro e che sovente ci affatica, ha lasciato il posto a scansioni più pacate, più silenziose, più meditate e il maggior tempo a disposizione offre la possibilità di dedicarsi appieno allo studio e alla scrittura. È un tempo prezioso che nessuno di noi dovrebbe sciupare.

Emilia del Giudice

 

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