#iorestoacasa: Isem e il “lavoro agile” – 3

È di questi giorni la decisione del governo di prolungare le misure del decreto “Cura Italia”, e stamattina abbiamo letto sulla posta interna la circolare che comunica ai dipendenti del CNR che saranno in regime di “lavoro agile” fino al 3 maggio prossimo. Diventa quindi ancora più importante che noi dell’Isem manteniamo vivi i contatti con i nostri lettori e lettrici e, in mancanza di eventi, che raccontiamo noi stessi. Oggi tocca a me rispondere alla domanda: “con quale spirito i dipendenti Isem affrontano lo smart working?“.

 

Letture e webinar

La mia esperienza di smart working è ormai datata, perché da diversi anni, per due giorni a settimana, svolgo il mio lavoro da casa, in modalità telelavoro. La mia scelta deriva dalla distanza che devo percorrere giornalmente, con finestre minime di partenza per evitare gli orari di blocco del traffico Grande Raccordo Anulare di Roma, e dal fatto che gran parte della mia attività si svolge in rete. Certo è che questa crisi sanitaria ha comunque cambiato la mia vita, come quella di tutti, a partire dal caffè con i colleghi di Tor Vergata nei giorni di lavoro in sede, o l’ora di palestra prima di cominciare il telelavoro, fino alla possibilità di usufruire di spazi di tempo imprevisti per la lettura o per recuperare online film mai visti. Oltre a leggere articoli e libri di storia che aspettavano da tempo, in questi giorni ho letto Salvador Allende. Un complotto organizzato dalla Cia di Patricia Verdugo, e la traduttrice di Rabih Alameddine; ora mi sto appassionando alla storia narrata in Avrai i miei occhi, un romanzo distopico di Nicoletta Vallorani, candidato al premio Campiello. Il risparmio di due ore di viaggio al giorno restituisce ogni settimana una giornata intera da dedicare al mio passatempo preferito!

Per quanto riguarda il lavoro, in queste settimane ho finalmente concluso il montaggio delle interviste girate per il progetto Tor Marancia tra memoria e innovazione, di cui stiamo realizzando, con l’aiuto di tecnici dell’università Roma Tre, un geoportale dedicato alla documentazione e alla storia della Torre, della Tenuta e del quartiere omonimi. Non sono una video-operatrice, quindi ho trascritto le interviste e fatto il lavoro di taglie-e-cuci, mentre il vero montaggio l’ha realizzato un tecnico dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, con cui stiamo collaborando e che prenderà in gestione il geoportale al termine della sua realizzazione.

Ora più che mai sto lavorando con le colleghe di Cagliari e Milano. Complice l’impossibilità di lavorare ad altri progetti, come gruppo di lavoro sulla comunicazione ISEM siamo finalmente riuscite a trovare il tempo per dedicarci alla costruzione del nuovo sito web dell’Istituto. Per questo lavoro dobbiamo ringraziare le competenze tecniche di Claudia Firino, che spesso viene messa di fronte a richieste complicate, avanzate da persone che, come me, di costruzione di siti ne sa praticamente nulla.

Chi normalmente lavora lontano dalla sede centrale ed ha pochi contatti con i colleghi, coglie qualsiasi occasione per riallacciare le reti di conoscenza e relazione: convegni, seminari, corsi di aggiornamento, tutte attività ora vietate dal covid-19. Quando possibile questi eventi vengono trasformati in webinar, come accaduto il mese scorso per un corso sulla progettazione europea al CNR, oppure si rinvia a tempi migliori. Quando non è possibile tutto si annulla, semplicemente o con difficoltà, ma a volte si riesce a recuperarne almeno l’idea. È quanto accaduto il 3 aprile scorso con: Questa terra, questo virus, il webinar che ha voluto in qualche modo celebrare la giornata europea della Geografia, sostituendo i molti eventi previsti in tutta Italia, con un confronto tra geografi a cui si sono collegate oltre 800 persone.

 

L’evento è stato introdotto da Carla Masetti (Sogei) e coordinato da Egidio Dansero (Università di Torino). Sono intervenuti Franco Farinelli (Università di Bologna), il virologo Vittorio Colizzi (Università di Roma Tor Vergata), Emanuela Casti (Università di Bergamo), Paola Pepe (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia), Filippo Celata (Università di Roma La Sapienza). Gli interventi hanno fatto emergere spunti molto interessanti: la ridefinizione del concetto di territorialità (Dansero-Celata), la messa in discussione delle costruzioni che hanno governato il sistema geografico da Tolomeo (Farinelli), la necessità di rivedere il nostro rapporto con l’ambiente e la sanità (Colizzi), la trasformazione del GIS in cybercartografia per comprendere la spazialità del Covid-19 (Casti). Essendo in dubbio la buona riuscita della registrazione, ho preso appunti, ma ve li risparmio perché è possibile seguire tutto l’incontro sul sito dell’Agei: video 

Il mio lavoro di gestione di Isemblog ha subito una battuta di arresto: nessun evento da raccontare, nessuna nuova. Che fare? Alla fine, con il conforto del gruppo sulla comunicazione, ho scritto ai colleghi e alle colleghe: “Raccontatemi di voi: cosa fate, come lavorate? Raccontiamolo alle nostre lettrici e ai nostri lettori.” e, come avete letto, qualche collega ha cominciato a rispondere, e ci auguriamo che voi tutt@ continuiate a seguirci.

Rosalba Mengoni

 

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Notte Europea della Geografia: webinar il 3 aprile  

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