#iorestoacasa: Isem e il “lavoro agile” – 1

Da settimane in Italia stiamo vivendo una situazione sospesa a causa del Covid-19, e noi dell’Isem, come la maggioranza degli italiani e delle italiane, stiamo imparando a gestire il “lavoro agile”; lavorare da casa non è un grande problema per i ricercatori di materie umanistiche, abituati a stare intere giornate davanti ad un documento con il portatile nelle sale di consultazione di biblioteche ed archivi. Il problema può sorgere quando non è possibile raggiungere un documento non ancora riversato in rete, e allora: con quale spirito i dipendenti Isem affrontano il lavoro da casa

Abbiamo chiesto alle colleghe e ai colleghi, ricercatori e ricercatrici, tecnici e amministrativ@, di raccontare la loro esperienza. Qualcun@ l’ha fatto, qualcun@ aspetta che altri o altre rompano il ghiaccio. Cominciamo oggi con il racconto di Sebastiana Nocco.

 

FORTMED: un’occasione rinviata

Nel corso del mese di marzo 2020 alcune delle nostre consuete attività lavorative, in particolare quelle che prevedevano missioni di studio o la partecipazione a incontri accademici in Italia e all’estero, hanno subito un imprevisto e repentino cambio di programma a causa della pandemia che in queste settimane ha colpito tanto duramente il mondo intero e ha imposto il distanziamento sociale, nonché il blocco totale degli spostamenti.

Tra i numerosissimi eventi scientifici rinviati a causa del Coronavirus segnaliamo ai nostri lettori FORTMED 2020, la conferenza internazionale sulle fortificazioni costiere del Mediterraneo prevista a Granada, presso la Escuela de Estudios Árabes, dal 26 al 29 marzo 2020, alla quale avrei dovuto partecipare insieme ad alcuni colleghi dell’ISEM per presentare i risultati delle nostre ricerche su questo tema.

Giunto ormai alla sua quinta edizione, FORTMED costituisce un importante appuntamento scientifico interdisciplinare che vede coinvolti architetti, ingegneri, archeologi, storici, geografi, cartografi, gestori del patrimonio, esperti di turismo, restauro, conservazione e promozione del patrimonio che si incontrano per condividere e scambiare le proprie esperienze di studio, valorizzazione, gestione e sfruttamento del patrimonio difensivo che si è sviluppato sulle coste del Mediterraneo nel corso dei secoli, pur senza escludere, tuttavia, le fortificazioni realizzate anche altrove.

Si trattava di un momento molto atteso al quale Maria Grazia Rosaria Mele, Giovanni Serreli ed io, ricercatori della sede di Cagliari dell’ISEM, avendo già partecipato proficuamente alle edizioni precedenti, ci preparavamo da tempo. Oltre un anno fa avevamo risposto alla call for papers e, in seguito all’accettazione dell’abstract della ricerca, avevamo sottoposto ai referee i nostri testi per la pubblicazione, effettuate le iscrizioni entro i termini per assicurarci la presenza nei volumi a stampa degli Atti e già organizzato il viaggio per Granada, ignari di ciò che stava per succedere…

Era nostra intenzione inoltre, presentare il progetto di ricerca Città tra mare e laguna: da Santa Gilla a Cagliari. Aspetti archeologici, geologici, storici, insediativi e sociali, portato avanti dall’ISEM (coordinato da Marcello Verga) in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari, grazie a un finanziamento RAS L. 7/2000.

A fine febbraio, dopo aver appena confermato la nostra presenza alla Conferenza, ricevuto il programma e già si lavorava alle nostre presentazioni Power Point in inglese, si registrano i primi casi di Covid-19 nel Nord Italia, ma la Spagna era ancora (apparentemente) tranquilla.

Ancora la prima settimana di marzo, mentre l’Italia già si fermava e i nostri voli per la Spagna venivano cancellati, giungeva dai colleghi spagnoli del Comitato organizzatore di FortMed l’invito a partecipare in videoconferenza, salvo poi annunciare il 12 marzo il rinvio della manifestazione al 1-3 ottobre 2020.

Nel frattempo, mentre noi continuiamo a portare avanti da casa le nostre ricerche grazie ai libri e ai mezzi tecnologici a nostra disposizione, vi invito a visitare il sito FORTMED  e a prendere visione del programma aggiornato.

In questa sezione, cliccando sui titoli dei vari interventi, sarà possibile consultare anche le parole chiave e l’abstract. Questi i link ai nostri interventi: Il sistema difensivo costiero della Sardegna meridionale nella cartografia dei secoli XVI-XVII (Sebastiana Nocco); Cagliari capitale e città di frontiera nel Mediterraneo di età moderna: l’utilizzo dello spazio e le mura nelle fonti d’archivio (Maria Grazia Rosaria Mele); La seconda metà del XVI secolo: un punto di svolta nell’organizzazione difensiva del Regno di Sardegna (Giovanni Serreli). Come di consueto, inoltre, sarà reso disponibile a breve anche il testo completo in open access degli Atti della Conferenza.

Allora, non ci resta che attendere l’apertura dei lavori prevista per il prossimo ottobre, fiduciosi che #andràtuttobene!

Sebastiana Nocco

 

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