Amedeo Feniello visiting professor a Nantes

Dal 7 all’11 novembre Amedeo Feniello è stato professore in visita all’università di Nantes, dove ha cominciato l’attività con la presentazione del suo libro recentemente tradotto in francese: Naples 1343. Aux origines médiévales d’un système criminel (Seuil, Paris, 2019).

 

Conferenza in forma di teatro: Napoli 1343 (dal sito di TU-Nantes)

La presentazione è tenuta in forma di dialogo, animata da Annick Peters-Custot, docente di storia medievale dell’università di Nantes, con intervalli scenici interpretati dall’attore nantese Jérémy Colas, che si prende gioco dell’immaginario e della rappresentazione della mafia napoletana da parte dei francesi.

Partendo da un fatto di cronaca medievale, Amedeo Feniello propone nel suo libro un esercizio di lettura sulle origini della criminalità organizzata a Napoli, al fine di recuperare, come esplicita il titolo, “le origini medievali di un sistema criminale”. Niente di romantico, quindi, ma una verità che emerge, inesorabile, da una storia unica, fastosa e miserabile, violenta e cerimoniale, quella di Napoli, che può provocare qualsiasi genere di sentimento, tranne l’indifferenza.

 

Nonostante la settimana quale professore in visita sia molto impegnativa, dalla sede ISEM di Roma lo abbiamo chiamato al suo albergo di Nantes, per farci raccontare il programma.

Una bella esperienza, quella del 7 ottobre: il pubblico che riempiva la sala conferenze alla presentazione del libro ha molto apprezzato, come lo stesso autore di “Napoli 1343. Le origini medievali di un sistema criminale”, le letture dei brani commentati da pantomime che, oltre a prendersi gioco dell’immaginario collettivo, mettevano in luce anche l’impatto che la mafia ha sul sistema italiano di governo e di vita dei cittadini.

Martedì un’intervista radiofonica, poi una lectio magistralis sulla storia del Mediterraneo per gli studenti dell’Università ospite e, alle 18:00, un dibattito pubblico al Campus.

Al dibattito, Amedeo Feniello, uno dei coordinatori che hanno coadiuvato Andrea Giardina nella Storia Mondiale dell’Italia, ha incontrato Patrick Boucheron, Accademico di Francia, direttore dell’Histoire Mondiale de la France.

I due storici hanno parlato del significato che ha una storia mondiale per i due Paesi, e dei rapporti tra le due storie mondiali: rapporti fortissimi, perché l’italiana è figlia dell’esperienza francese; nonostante ciò, le due Storie Mondiali provengono da visioni completamente diverse. La Francia infatti ha una dimensione storica unitaria, un’identità statuale forte, con un altrettanto forte impatto sulla dimensione Europea. Al contrario, l’Italia, con i suoi Stati e le sue dominazioni straniere, non ha storicamente avuto un forte impatto politico, ma ha costituito un laboratorio di sperimentazione continua, non soltanto politico e culturale perché, oltre alla lezione di Machiavelli, ha portato nel mondo gli esempi estremi di bellezza e violenza, che per Amedeo Feniello sono rappresentati dal belcanto e dalla mafia.

Un’aula stracolma di studenti ha poi accolto la lectio magistralis sulla presenza musulmana nell’Italia medievale, fino alla distruzione della comunità saracena di Lucera da parte degli Angioini nell’agosto del 1300: conclusione drammatica di una storia cominciata nel IX secolo con la conquista araba della Sicilia.

 

Rosalba Mengoni

(Le immagini sono tratte dalla pagina fb della professoressa Annick Peters-Custot)

 

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