Donne e uomini migranti al Convegno della S.I.S.

 

Tra il 30 novembre e il 2 dicembre si è tenuto a Roma, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e la Casa Internazionale delle Donne, il Convegno annuale della SIS – Società Italiana delle Storiche, dal titolo: Donne e uomini migranti – rotte, scambi, contaminazioni nel lungo periodo.

I lavori sono stati e introdotti da Andreina De Clementi (SIS) e le diverse sessioni sono state presiedute dalla stessa, da Simona Feci (Presidente della SIS, Università di Palermo) e da Maria Rosaria Stabili (Università di Roma Tre).

Concerto di Sabrina Turri (voce), Emilio Franzina (chitarra e voce), Mirco Maistro (fisarmonica)

 

L’incontro ha coperto un ampio arco cronologico partendo dal ruolo delle donne nelle migrazioni stagionali tra il XVI e XVIII secolo (Eleonora Canepari) e concludendosi con il lungo viaggio delle giovani nigeriane fino al mercato del sesso italiano (Milly Grillone). Si è parlato delle relazioni testimoniate dalle immagini fotografiche (Manuela Fugenzi), dei canti rivelatori di storie non narrate (Emilio Franzin) esemplificati da concerto di canti femminili presso l’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.

 

Nella seconda sessione si è discusso di quanto la mobilitazione contro la tratta delle bianche abbia pesato sulla mobilità femminile tra Otto e Novecento (Laura Schettini); della poca attenzione ricevuta dalla migrazione intellettuale italiana (Patrizia Guarnieri) e del nesso tra mobilità territoriale e mestiere di insegnante elementare (Stefano Gallo). Studi svolti a Torino e Marsiglia sulle famiglie italiane protagoniste di migrazioni internazionali e interne durante la ricostruzione, hanno messo a fuoco il problema degli archivi (Anna Badino). La mattinata si è conclusa con le problematiche legate all’enorme flusso di ritorni dovuto alla crisi petrolifera degli Anni 70 (Michele Colucci).

 

Un’analisi delle traiettorie di migrazione e delle reti sociali delle donne dell’ex unione sovietica, attive nel settore della cura in Italia (Sabrina Marchetti) ha aperto l’ultima sessione, proseguita con una riflessione sul ruolo dell’Italia come paese di transito durante la guerra fredda (Francesca Rolandi).

I lavori nella seconda giornata, presso la Casa Internazionale delle Donne

Molto articolate le conclusioni presentate da Angiolina Arru (SIS) che ha toccato diversi punti: la continuità generazionale tra studiosi, l’eccezionalità del punto di vista della mobilità geografica, l’imprescindibilità di un unico approccio per le migrazioni nazionali e internazionali, il genere come complicazione centrale che obbliga a riprogrammare tutte le altre ricerche, lo spostamento cronologico all’indietro, a prima dell’Unità d’Italia. Tutto ciò porta alla necessità di indagare nuovi spazi mettendo in crisi i presupposti legati al paradigma etnico come unica spiegazione, con la conseguenza di sgretolare il concetto di integrazione.

Al termine delle due giornate di lavoro, Laura Romano (Università La Sapienza) ha presentato la proiezione del documentario Appunti del passaggio di Maria Iorio e Raphael Cuomo (Svizzera/Italia, 2016, 43’) sulla migrazione italiana in Svizzera.

Nelle giornate del 30 novembre e del 2 dicembre si è svolto il laboratorio didattico per insegnanti in servizio Oltre l’emergenza: migrazioni ieri e oggi.

 

                                                                                                                                                                                                    Rosalba Mengoni

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