Dicembre 2019 Proposte

Giunti alla fine del 2019, chiudiamo l’anno consigliando alcuni volumi che hanno per argomento il viaggio, sebbene relativo ad esperienze ben lontane tra loro, dato che il Mare Nostrum è stato ed è attraversato per motivi diversi, volontariamente o per costrizione.

In The Captive Sea: Slavery, Communication, and Commerce in Early Modern Spain and the MediterraneanDaniel Hershenzon esplora le storie ingarbugliate dei prigionieri musulmani e cristiani e, per estensione, quelle dell’Impero spagnolo, dell’Ottomana Algeri e del Marocco, nel XVII secolo. Secondo l’autore la pirateria, la cattività e la redenzione hanno contribuito a plasmare il Mediterraneo come una regione integrata a livello sociale, politico ed economico. Nonostante le loro differenze confessionali, le vite dei prigionieri e dei rapitori erano collegate in un’economia politica di riscatto e reti di comunicazione modellata da governanti spagnoli, ottomani e marocchini, istituzioni ecclesiastiche, intermediari ebrei, musulmani e cristiani, e dai prigionieri stessi e le loro famiglie. (…) Esaminando la circolazione di corpi, valuta e informazioni nel contesto Mediterraneo, Hershenzon conclude che la pratica del riscatto dei prigionieri, una procedura intesa a separare i cristiani dai musulmani, ha avuto la conseguenza involontaria di legare strettamente la Spagna al Maghrib. (Testo tratto dal website dell’editore: University of Pennsylvania Press)

 

Nel corso del medioevo, le economie di Europa, Asia e Nord Africa, si integrarono strettamente, favorendo i viaggi internazionali e intercontinentali di mercanti, pellegrini, missionari e avventurieri. In un periodo storico in cui viaggiare era spesso difficile, costoso e irto di pericoli, questi viandanti hanno redatto un numero mai registrato in precedenza di resoconti delle loro esperienze, e trasformato la concezione tradizionale relativa alla mobilità umana. Esplorando il fenomeno, The Medieval Invention of Travel attinge ad una vasta gamma di fonti per sviluppare una lettura originale sia delle figure canoniche (…) di scrittori di viaggio meno noti. Come Shayne Aaron Legassie dimostra, il Medio Evo  eredita un modello Greco-romano di viaggio eroico, un viaggio ideale di fatica fisica e trionfo sulla tentazione. Gli scrittori di viaggio medievali rivoluzionarono il modello antico inserendo pratiche di lettura e scrittura all’interno del regime ascetico del viaggio eroico, modellando una nuova e audace concezione di viaggio che sarebbe perdurata fino ai tempi moderni. (Testo tratto dal website dell’editore: University of Chicago Press)

 

Gli italiani a Bône (1865-1940). Migrazioni del Mediterraneo e colonizzazione degli insediamenti in AlgeriaL’opera di Hugo Vermeren propone una storia sociale dell’insediamento italiano a Bône e del suo contributo al popolamento francese dell’Algeria tra il 1860 e il 1940. Città dove si concentra la più cospicua colonia italiana dall’inizio del XX secolo, Bône è stata scelta come osservatorio privilegiato per studiare l’integrazione degli italiani nella società coloniale. Per questo approccio monografico, che permette di osservare da vicino le modalità di inserimento dei migranti nello spazio urbano, l’opera apporta un contributo originale alla storia sociale dell’Algeria coloniale. Portando l’analisi oltre il binomio metropoli-colonia, l’autore inscrive la storia degli italiani a Bône all’interno di una più ampia narrazione della circolazione nel Mediterraneo e dei rapporti franco-italiani. Vermeren mobilita un impressionante corpus di fonti in francese e italiano. (Testo di Annalaura Turiano, tratto da Remmm edito da: École française de Rome, 2017).

 

In L’albero della cuccagna. L’affare dell’emigrazione nel grande esodo tra ‘800 e ‘900, approfondendo il caso della grande emigrazione italiana transoceanica di fine Ottocento e inizio Novecento, Giuseppe Moricola mette in discussione la consolidata immagine storiografica della catena migratoria di inizio secolo quale percorso di cooperazione tra migranti. L’interpretazione del fenomeno migratorio è spostata dalla storia sociale della catena migratoria, quale esperienza di cooperazione, al terreno più prettamente economico della rete di profitti e speculazioni che si crea attorno al percorso del migrante, sottolineando la debolezza delle politiche dello stato liberale rispetto al bisogno di contrastare tali fenomeni ristabilendo un proficuo rapporto tra migrazioni e commercio estero italiano. La base documentaria del volume è costituita da letteratura storica e fonti archivistiche italiane. (Testo tratto dal website dell’editore: Aracne, 2016)

 

Traduzioni a cura di Rosalba Mengoni 

 

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