Dicembre 2018

Eccoci alla fine dell’anno, e Bibliografia mediterranea suggerisce di trascorrere il periodo festivo con delle novità o dei vecchi amici, anche questi tratti dalle riviste collazionate nei mesi precedenti, oppure suggeriti – o magari scritti – da amici e collaboratori. I collegamenti sono diretti all’editore o alla rivista che ne pubblica la recensione.

In Conflict, Commerce, and an Aesthetic of Appropriation in the Italian Maritime Cities, 1000-1150, Karen Rose Mathews analyzes the relationship between war, trade, and the use of spolia (appropriated objects from past and foreign cultures) as architectural decoration in the public monuments of the Italian maritime republics in the eleventh and twelfth centuries.

This comparative study addressing five urban centers argues that the multivalence of spolia and their openness to new interpretations made them the ideal visual form to define a distinct Mediterranean identity for the inhabitants of these cities, celebrating the wealth and prestige that resulted from the paired endeavors of war and commerce while referencing the cultures across the sea that inspired the greatest hostility, fear, or admiration.

 

 
Cyprian Broodbank: Il Mediterraneo. Dalla preistoria alla nascita del mondo classico. «Ci sono luoghi», ha scritto il poeta Iosif Brodskij, «che, esaminati su una mappa, ti fanno sentire per un breve istante un’affinità con la Provvidenza, luoghi in cui la storia è inevitabile, luoghi in cui la geografia provoca la storia». Il bacino del Mediterraneo è costellato di simili luoghi e per millenni ha prodotto alcune delle piú sorprendenti vicende storiche e culturali del pianeta. Questo libro è la piú completa e aggiornata sintesi interpretativa dell’evoluzione del Mediterraneo, dai primi insediamenti umani e l’origine dell’agricoltura e della metallurgia fino al sorgere delle antiche civiltà: egizia, levantina, minoica, micenea, fenicia, etrusca, greca arcaica. Il Mediterraneo possiede requisiti non comuni che ne spiegano il precoce sviluppo: è il piú grande mare interno del mondo ed è prossimo al nucleo fluviale nei pressi del quale si sono diffuse le prime civiltà. Non c’è quindi da meravigliarsi se le società che vi si affacciavano si siano rivelate eccezionali, e che, come importanti campagne archeologiche hanno evidenziato, il «Mare di mezzo» custodisca le fonti piú ricche e preziose per lo studio delle culture antiche. Per la vastità delle conoscenze, la qualità delle analisi e l’eleganza dello stile, questo saggio è stato salutato dai piú importanti studiosi come un capolavoro della ricerca archeologica, storica e geografica.

 

Amedeo Feniello, Alessandro Vanoli: Storia del Mediterraneo in 20 oggetti. Noi uomini nati sulla solida terra, ci siamo mai chiesti quanta storia contiene il mare? Quella del Mediterraneo è una storia grande. Per iniziare a raccontarla ci faremo guidare da venti oggetti: dal più antico e condiviso – il pane – alla bussola, l’anfora, la moneta, la chitarra, la padella, il corallo, l’abaco, la valigia… Che cos’è il Mediterraneo? Un ‘mare tra le terre’. Un mare interno, come altri nel mondo. Eppure questo spazio, compreso tra lo stretto di Gibilterra e le coste del Medio Oriente, tra Venezia e Alessandria d’Egitto, ha qualcosa di speciale. Non soltanto perché è il ‘nostro’ mare. Le acque del Mediterraneo sono una barriera tra i tre continenti che vi si affacciano, l’Europa, l’Asia e l’Africa, ma sono soprattutto un luogo di incontro e di passaggio. Quante civiltà, quanta gente, religioni, vite, amori, terrori, passioni e paure si sono incontrati su questo mare. Per secoli. Per millenni. Oggi proviamo a ripercorrerne la storia. E lo facciamo sulle tracce di semplici oggetti, quotidiani e strani, ordinari o curiosi. Che ci parlano. Forte, tanto. Venti oggetti, venti storie che, come una stella polare, ci fanno da guida nella navigazione attraverso fatti, episodi, avvenimenti. E si intrecciano, si mescolano fino a creare una grande trama che ci racconta cosa è stato questo mare, lungo i secoli.

Pubblicato nel 1978 e in Italia nel 1991, Orientalismo. L’immagine europea dell’Oriente di Edward W. Said è capostipite degli studi sulla “rappresentazione dell”altro'”. Un classico che, muovendo dall’accezione più ampia del termine – orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei popoli orientali – affronta l’idea della diversità ontologica tra Oriente e Occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da Eschilo a Victor Hugo, da Dante a Marx, e si chiude sul complesso di istituzioni create dall’Occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo Orientale.

 

Collegamento agli altri numeri: Giugno 2018

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