Convegno della Società Italiana delle Storiche: 18-20 novembre 2021

Il lavoro “ritorna in casa”: ecco, in estrema sintesi, una delle conseguenze della pandemia da Covid19. Attraverso la
massiccia (e forzata) diffusione del lavoro da remoto provocata dalla recente emergenza sanitaria, è nata una nuova
attenzione per il lavoro da casa.

Con l’iniziativa qui presentata, la Società Italiana delle Storiche intende offrire uno spazio di confronto a partire dalle
domande legate all’attuale contesto politico, sociale e culturale e un’occasione di elaborazione di nuovi strumenti di
comprensione della realtà, riunendo studiose/i appartenenti ad ambiti disciplinari diversi: storia, economia, diritto,
sociologia, architettura, ingegneria.

Alla luce delle prime indagini svolte, sembra chiaro che il “ritorno in casa” del lavoro se non governato comporta
un aggravio enorme, che pesa soprattutto sulle donne, aumentando le asimmetrie di genere. Peraltro anche uno dei
presunti vantaggi dello smart working, la maggior facilità di conciliazione tra vita familiare e professionale, pare essere
declinato nei discorsi pubblici prevalentemente come maggior possibilità per le donne di occuparsi contestualmente
del lavoro professionale e di quello familiare, con evidenti implicazioni discriminatorie. Si tratta tuttavia, di ampliare
l’analisi: siamo di fronte a un ritorno ad assetti familiari e lavorativi analoghi a quelli del passato? Quali sono le
similitudini e le differenze? Come può essere scongiurato l’inasprimento delle asimmetrie?

Non solo per le donne, comunque, ma per chiunque lavori da remoto la “neodomesticizzazione” pare implicare
alcuni vantaggi e molti rischi: la casa resta un ambito precluso agli ispettorati del lavoro, le postazioni sfuggono in gran
parte alle norme che mirano a garantire la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro, la libertà di organizzare i propri
tempi si traduce facilmente in lavoro senza orari, l’isolamento può rendere chi è dipendente più debole nella
contrattazione con la parte datoriale; molti costi elettricità, telefono, riscaldamento, pulizia, usura della strumentazione
e dall’ambiente domestico ricadono su lavoratori e lavoratrici. E, d’altra parte, anche il risparmio di tempo negli
spostamenti, il minor inquinamento che ne deriva, il minor affollamento dei centri urbani etc., se da un lato sono
certamente aspetti positivi, dall’altro hanno comunque un profondo impatto sugli attuali assetti socioeconomici, con
conseguenze negative per molti esercizi commerciali e servizi legati al lavoro “in presenza”.

Senza dubbio, stiamo assistendo a trasformazioni che difficilmente saranno completamente reversibili, anche se
lentamente, grazie alla campagna vaccinale, molte attività tornano in presenza. Verosimilmente, tali trasformazioni
avranno effetti di lungo periodo sull’intera dimensione del quotidiano, sull’organizzazione della vita familiare e
relazionale, nonché sul lavoro, i trasporti, l’architettura e l’urbanistica, la sostenibilità etc. Le modalità di lavoro misto, in
presenza a distanza, verosimilmente saranno eredità di lungo periodo della pandemia. Se da un lato paiono essere la
quadratura del cerchio, dall’altro possono comportare, almeno in certi casi, un aumento della difficoltà organizzativa.

Rispetto ad altre analisi e riflessioni, il valore aggiunto del convegno consiste proprio nel fatto di mettere in
prospettiva storica, in un’ottica di genere, le trasformazioni che riguardano la casa: avere uno sguardo in grado di
contestualizzare correttamente lo snodo attuale rispetto a mutamenti di ampio respiro e lungo periodo pur accelerati e
condizionate dalla pandemia appare infatti importante per valutarne la portata in termini di impatto sull’organizzazione
del lavoro e sulle disuguaglianze di genere. Le relazioni affronteranno pertanto le caratteristiche della casa come luogo di
lavoro in diversi contesti storici; la dimensione di genere delle attività svolte della sfera domestica e la sua trasformazione
nel tempo; il valore economico dei diversi lavori praticati in ambito domestico, remunerati e gratuiti; i diritti riconosciuti
a chi li svolge; le trasformazioni degli spazi domestici e delle tecnologie impiegate, con particolare attenzione all’impatto
del lavoro agile. In questo senso, l’incontro offrirà informazioni e riflessioni indispensabili per leggere tanto la genesi
quanto le caratteristiche degli scenari attuali, per governare i cambiamenti in atto e programmare interventi futuri.

Informazioni e programma: https://www.facebook.com/SISstoriche.1989         www.societadellestoriche.it

 

Leave a Reply