Assistenza donne maltrattate: Sancia di Maiorca

La figura della donna si avvicina spesso, grazie anche ai numerosi fatti di cronaca, a quella del maltrattato. Per sua natura la donna è più fragile dell’uomo e spesso cade nelle vesti della vittima. 
Nel periodo Medievale una donna facoltosa e caritatevole inizia a dedicare la propria vita all’assistenza alle donne che subiscono maltrattamenti e soprusi, questa donna è Sancia. Scopriamola meglio con l’aiuto della dott.ssa Gemma Colesanti.

Sancia, principessa di Maiorca, era la secondogenita del re di Maiorca, Giacomo II. A  soli 19 anni divenne moglie di Roberto D’Angiò, che nel 1309 salì al trono di Napoli.

Al fianco di Roberto, Sancia con la sua mitezza operò nella città di Napoli aprendo le porte dei monasteri a numerose donne in difficoltà. Entrambi sostenitori dell’ordine francescano, si preoccuparono di stabilire proprio a Napoli un cenacolo che ospitasse l’ordine. 

 

Sancia di Maiorca e Roberto D’Angiò sul trono di Napoli Miniatura della Bibbia Angioina, 1340 ca.

 

Il re Roberto lasciò a Sancia il controllo e la gestione della costruzione di chiese e monasteri. Sancia, in questo compito, poté mettere in opera la sua grande fede:«A Napoli, la Regina Sancia di Maiorca nel XIV secolo apre due istituzioni che si occupano di donne maltrattate e prostituzione: Ospizio di Santa Maddalena delle Penitenti, chiesa e monastero di Santa Maria Egipziaca». 

Chiesa di Santa Maria Egiziaca, Forcella, Napoli, 1342.

Sancia, salita al trono, si dedica incessabilmente agli emarginati. Con la costruzione di luoghi di assistenza per donne maltrattate e abbandonate, Napoli diviene il centro della rinascita:«La costruzione di una serie di istituzioni sociali e religiose strettamente correlati ad un particolare orientamento della spiritualità francescana a Napoli è stato inteso non solo come tentativo di dare una nuova identità alla città di Napoli , ma anche come una possibilità data a alcune istituzioni che hanno cambiato le funzione di un settore intero della città per offrire a molte donne una possibilità per cambiare vita, per sposarsi e far crescere i loro figli illegittimi».

A livello giuridico ebbe la fermezza di andare oltre i costumi del tempo: le donne abbandonate non trovavano giustizia nella società, non vi era alcuna possibilità di riscatto sociale.

L’avvento degli ordini mendicanti, della riforma di San Francesco e dell’evangelizzazione di San Domenico, portano Sancia ad essere trascinata nel vortice di carità cristiana: convertire e condurre le donne rimaste senza nulla su una nuova via. 

 

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